#Newsletter di Giugno 2024
Data pubblicazione: 12 luglio 2024
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Come di consueto, analizziamo i fatti economici più rilevanti accaduti in questo avvio di estate, per essere come sempre dei risparmiatori più consapevoli e più sereni.
Com’è ormai noto, dopo nove mesi la BCE il 6 giugno ha operato il tanto atteso taglio dei tassi, diminuendo dello 0,25% il costo del denaro. Cosa significa, nel pratico? Che aziende e privati nei prossimi mesi pagheranno leggermente meno interessi se andranno ad indebitarsi, invogliando così una ripresa degli investimenti. Cosa significa invece nella teoria economica? Che l’allarme “inflazione” partito ormai a febbraio 2022 con l’inizio della guerra in Ucraina (e la conseguente speculazione sulle materie prime) inizia a rientrare, consentendo alla BCE di ridurre leggermente la presa. In occasione però del Forum Economico di Sintra conclusosi il 3 luglio scorso, la Lagarde (Presidente BCE) ha ribadito come non vi sia la certezza che vi saranno ulteriori ribassi nel corso dell’anno e che, quindi, la partita non è da ritenersi ancora conclusa.
Diversa invece la situazione oltreoceano, con la FED costretta a lasciare i tassi invariati da un anno (l’ultimo rialzo c’è stato a maggio 2023), poiché non c’è ancora la certezza che i rialzi abbiano sortito gli effetti desiderati, complice una politica ed un’economia interna un po’ altalenante. Ciononostante, questo periodo di tassi “restrittivi” non ha frenato l’andamento dell’economia globale, che nel 2023 ha fatto registrare una crescita del Pil mondiale del 3,2%, rispetto al 3,5% del 2022. Ovviamente tutto questo si ripercuote sui mercati, con tutti i principali indici che hanno chiuso il primo semestre dell’anno in maniera positiva: l’S&P500 (indice azionario USA) ha fatto registrare il +17% da inizio anno ed in Europa il risultato è altrettanto positivo (DAX tedesco +9,90%, CAC40 francese +1,4% – complice lo scenario politico di cui parleremo più avanti – ed il FTSEMIB italiano ancora in testa con il +12%) ed un EuroStoxx50 che continua a registrare +10% da inizio anno.
Nel frattempo, con uno scenario geopolitico invariato (Ucraina, Israele, Taiwan) si aggiunge il tassello politico nel cuore dell’Europa, in occasione delle elezioni del Parlamento Europeo dello scorso 9 giugno, dove la vittoria delle destre ha acceso il timore dei mercati nei confronti di un’Europa meno atlantista, culminata con lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale da parte del presidente Macron, che ha condotto ad elezioni anticipate e ad una rinnovata attenzione verso la sostenibilità dei debiti pubblici sovrani, tanto da far rialzare i rendimenti dei titoli di stato di mezza Europa (ricordiamo che se i tassi salgono vuol dire che quello stesso strumento secondo il mercato è diventato più rischioso rispetto a prima).
Di conseguenza, cosa si prospetta nel breve periodo? Difficile dirlo, ma di sicuro avremo sul fronte obbligazionario nazioni sempre più interessate a rifinanziare il proprio debito (costrette a pagare tassi interessanti per gli investitori) e mercati azionari che viaggiano sui massimi da mesi e che – ad oggi – non hanno ancora buone ragioni per correggere quest’andamento rialzista che si protrae ormai da tempo.
Nell’incertezza quindi, come sempre, occorre tener fede alla propria pianificazione finanziaria, con metodo e costanza, rispettando l’orizzonte temporale degli strumenti che scegliamo per gestire i nostri risparmi. Questo si conferma ancora una volta l’unico vero modo per far fronte alle insicurezze che quotidianamente si presentano sui mercati.
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