#Newsletter di Luglio-Agosto 2024
Data pubblicazione: 06 settembre 2024
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#Newsletter
Archiviato ferragosto, commentiamo insieme quanto accaduto nelle ultime settimane sui mercati, per continuare ad essere dei risparmiatori consapevoli e sereni.
Benché il mese di luglio si sia concluso quasi con indifferenza e sostanzialmente invariato, diversi avvenimenti hanno dato indicazioni interessanti sui mesi a venire.
Sul fronte tassi, sia la BCE che la FED hanno lasciato invariati i tassi di interesse, lasciando comunque intuire che con buona probabilità ci saranno dei tagli già da settembre, in particolar modo per la banca centrale americana: queste notizie confermano il ridursi dell’inflazione e la ripresa di una politica espansiva da parte delle banche centrali. Tra queste, è da segnalare il taglio dei tassi della banca centrale inglese avvenuto già a fine luglio. Questi sono ottimi segnali perché rappresentano un incentivo agli investimenti nell’economia reale (diminuzione del costo del denaro per chi deve finanziarsi e riduzione dei tassi di interesse per gli investimenti finanziari). In netta controtendenza invece la Bank of Japan, che ha deciso di aumentare il costo del denaro di 0.25 punti per sostenere la propria moneta.
Proprio quest’ultimo elemento ha generato delle profonde turbolenze su tutte le borse mondiali: in un solo giorno (5 agosto) la borsa giapponese ha registrato il -12%, trascinando giù tutte le altre, con una situazione di volatilità simile a quella registrata nei primi giorni dell’emergenza pandemica del 2020. Le principali cause sono state due: le difficoltà legate al carry trade (una particolare strategia di investimento che permette di beneficiare dalle differenze di prezzo tra due valute; scrivimi per un approfondimento) e l’incertezza su alcuni settori azionari dopo la pubblicazione dei dati semestrali, primi fra tutti i titoli tecnologici, cresciuti a livelli impressionanti negli ultimi mesi ma ancora senza prospettive ben definite per il futuro.
In questo contesto quasi tutte le borse ne hanno “approfittato” per correggere l‘ininterrotto andamento rialzista degli ultimi mesi, pur rimanendo comunque positive da inizio anno. Come sappiamo, la crescita migliore è quella lenta e costante, ma comunque intervallata da cali fisiologici, e quello al quale abbiamo assistito negli scorsi giorni rientra tra questi. La conferma è data dall’andamento positivo di tutte le borse nell’ultima settimana (tra le altre: S&P500, Nasdaq, Ftse Mib, Euro Stoxx 600, tutte hanno guadagnato mediamente tra il 2 ed il 4%).
Come interpretare quindi questi dati per i nostri investimenti? Semplicemente mantenendo fede alla strategia intrapresa, consapevoli che questo (ed eventuali cali futuri) rappresentano sempre degli ottimi momenti per avviare o incrementare investimenti nell’azionario (meglio ancora se fatto tramite piani di accumulo) ed, in ottica prospettica, investire nell’obbligazionario (quindi anche in BTP ed altri titoli di stato) può darci in questo momento la tranquillità di assicurarci tassi più alti rispetto a quelli che avremo a disposizione sui mercati tra qualche mese. Un esempio su tutti: se ad ottobre 2023 avessimo investito in BTP a 10 anni ci saremmo garantiti un tasso del 5% per i successivi 10 anni; la stessa operazione, fatta oggi, ci garantisce “solo” il 3.60%, sempre per 10 anni. Con buona probabilità, i tassi che troveremo tra qualche mese saranno ancora più a ribasso.
Come approfittare dunque di questi scenari? Attraverso un’attenta pianificazione delle proprie risorse e strutturando una strategia di investimento duratura nel tempo, alla quale tener fede anche in fasi di turbolenza.
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